Il Majestic che prima della guerra mondiale (quella del ’15) aveva un grande parco intorno, alza ancora 'sopra la grondaia e al centro della facciata' una cimasa a forma di diadema sulla quale si riesce anche oggi a distinguere qualche lettera di quel nome imponente che i turisti leggevano dal lago, arrivando coi battelli a ruota da Stresa o da Locarno. Ed è proprio davanti al Majestic che Garibaldi ebbe lo scontro con gli austriaci. Solo che allora il Majestic si chiamava Albergo della Beccaccia o Beccazza e doveva essere molto più piccolo…
Il Metropole dove giocavamo noi, allora chiamato Kursaal, non era che una dipendenza del Majestic: un bel padiglione liberty con terrazza sul lago e il giardino dai bassi cancelli che si aprivano in corrispondenza con le porte del Majestic, al di là della strada… ...il Metropole, a chi fosse passato dopo mezzanotte, appariva quale un castello disabitato, con le tapparelle e le saracinesche abbassate, le porte e i cancelli chiusi. Nessuna luce trapelava all’esterno, anche perché lo spiraglio della nostra cantina era accecato con stracci e teli di sacco pressati nella feritoia sotto lo scalino della porta laterale.


Piero Chiara, Il piatto piange, 1962

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